NARRATIVE
Mira, una giovane donna affetta da schizofrenia negli anni ’60, si risveglia in una misteriosa cineteca abbandonata. Guidata da voci e messaggi anonimi, ripara vecchie pellicole che le permettono di entrare nei propri ricordi e rivivere momenti significativi della sua vita: le difficoltà legate alla malattia mentale, il rifiuto della madre, le visite psichiatriche, ma anche l’amore per il marito e il figlio. Durante l’esplorazione scopre una terribile verità: la cineteca è solo una rappresentazione mentale di un luogo distrutto da un incendio in cui hanno perso la vita suo marito e suo figlio, che lei non è riuscita a salvare a causa di un’allucinazione. Alla fine, il giocatore dovrà scegliere se lasciare che Mira soccomba al dolore o aiutarla ad affrontare il trauma e convivere con la propria condizione, interrompendo il ciclo di vergogna e sofferenza che ha segnato la sua vita.
Unexposed non si limita a raccontare una storia sulla salute mentale, ma fonde la condizione della protagonista direttamente con il tessuto del gameplay. La schizofrenia non è un semplice espediente narrativo, ma il filtro attraverso cui il giocatore interpreta il mondo. La linea tra ciò che è reale e ciò che è un’allucinazione è costantemente sfocata, costringendo il giocatore a dubitare della propria stessa percezione, dei suoni che sente e degli spazi che attraversa, rendendo l’instabilità psicologica il motore principale della tensione horror.
GAMEPLAY

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